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pasquale zagaria
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« Reply #1 on: June 14, 2010, 02:19:43 PM » |
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Beat on the brat with a baseball bat...pazzesco Nomade incinta all’ottavo mese aggredita con un bastone perde il bambinoUn giovane italiano ha seguito la ragazza che chiedeva l’elemosina con una mazza da baseball: ” All’improvviso è arrivato con una mazza e mi ha tirato colpo qui che mi ha fatto tanto male”. Tra poco sarebbe nato il suo bimbo.
E’ un italiano, un ragazzo, l’uomo che ha aggredito inseguendola e picchiandola con un bastone, probabilmente una mazza da baseball, la ragazza nomade di 28 anni, incinta di ben otto mesi, che ora si trova in ospedale dopo aver perso suo figlio in seguito alle percosse subite. Nel suo letto di ospedale non piange, ma chiede giustizia. Il giovane di Torino si trova ora in carcere in stato di fermo con l’accusa di procurato aborto preterintenzionale; il ragazzo era già noto alla polizia come ultrà della Juventus, già in passato destinatario di Daspo, i divieti di assistere a manifestazioni sportive per aver avuto comportamenti violenti.
UN PAZZO ASSETATO DI SANGUE – Secondo il racconto della donna, l’uomo ha rincorso lei, la sorella e la cugina mentre chiedevano l’elemosina, e le ha colpite presumibilmente con la mazza da baseball che i poliziotti del commissariato Mirafiori diretto da Michele Capobianco hanno sequestrato a casa del ragazzo. «Era come un pazzo – raccontano la cugina e la sorella della giovane nomade - di quelli che vanno ad ammazzare la gente, di quelli assatanati che vedono solo sangue». Le tre donne venerdì stavano chiedendo l’elemosina nella zona sud di Torino, vicino al mercato di via Nitti, anche suonando i campanelli dei palazzi della zona, tra cui quello in cui vive il giovane fermato. Si sarà sentito infastidito, perché prima si sarebbe prima affacciato alla finestra e, quando ha capito che erano delle nomadi ad aver suonato il campanello, le avrebbe insultate.
NESSUNA REAZIONE - Ma non è bastato evidentemente per sfogarsi: infatti poi le avrebbe raggiunte in strada, armato del suo bastone; prima ha cominciato ad urlare contro le tre ragazze, poi ha colpito la più debole, quella incinta all’ottavo mese. «Temevo che volessero rubare nelle case», si è difeso il ragazzo che ha negato però di aver fatto uso della mazza da baseball ma ha solo ammesso di essersi “limitato” a qualche spintone a due delle donne, ma non alla nomade in avanzato stato di gravidanza. «All’improvviso è arrivato con una mazza e mi ha tirato colpo qui che mi ha fatto tanto male», ha raccontato invece lei nel suo letto di ospedale, indicandosi il fianco sinistro. Dopo l’aggressione la ragazza, non ha pensato a sporgere denuncia, perché anche se non avesse avuto conseguenze il fatto era comunque gravissimo, ma come qualcuno che è abituato ad essere trattato come una bestia non gradita se ne è tornata buona buona al campo dove viveva in via dell’Aeroporto.
IL BAMBINO ERA MORTO – Solo quando si è sentita male ed è ricorsa alle cure dell’ospedale Maria Vittoria. Ai medici è bastato il tracciato dei primi esame per capire che il piccolo che la donna aveva in grembo non era più in vita: avrebbe dovuto nascere tra un mese. Più complicato per ora, invece, capire se a procurarle l’aborto siano stati i colpi inferti o se il processo di perdita del bambino fosse già in atto: gli accertamenti dovranno ora stabilirlo e, in base a questo, potrebbe anche cambiare la posizione del fermato. Resta in ogni caso la certezza che l’aggressione, senza il successivo ricovero, non sarebbe stata punita. in fondo un po’ di botte, se non si arriva a certi estremi, possono anche passare sotto silenzio.
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